Giù la maschera! La ricerca del BELLO è ricerca di equilibrio.Ecco come cambia la comunicazione

La nascita dell’estetica si fa risalire al 1750 quando di Alexander Gottlieb Baumgarten, la definì come “scienza del Bello, delle arti liberali e gnoseologia inferiore, sorella della Logica“.  Altri teorici la rappresentano invece come l’interfaccia fra l’interiorità e l’esteriorità.

Tuttavia,  quando si affronta l’argomento dell’estetica, spesso si pensa alla banale ricerca del bello, al desiderio effimero, alla vanità.

Eppure da più di una decina di anni ormai assistiamo ad un crescente e generale interesse verso il settore dell’estetica, al proliferare di professionisti di ogni specializzazione intenti ad apprenderne tecniche nuove più o meno invasive che promettano lunga giovinezza, e di aziende che inventano strumenti miracolosi , a mass media che ne parlano, nel bene e nel male. E’ un dato di fatto che negli anni di conclamata “crisi” questo settore non abbia visto alcuna inflessione negativa, anzi è salpato un barcone che ha accolto più animali di quanti ne avesse accolti l’arca di Noè..e la metafora non è casuale.

Perché accade ciò? Esiste un filo sottile che lega l’estetica, la bellezza e il benessere.

Sono rimasta affascinata dalla definizione di Ugo Foscolo: “ La bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani”.  Egli ne ha colto la soggettività  assoluta, gli effetti benefici per l’anima. E’ questa la bellezza che genera benessere in chi la guarda e in chi la porta.

Tuttavia, la percezione di benessere derivante dalla bellezza finisce spesso per dipendere dalla distanza tra come siamo (ci vediamo) e come vorremmo essere (vederci /essere visti). Per questo motivo cosmetici, trattamenti estetici e medicina estetica, sono stati tutti orientati esclusivamente a minimizzare la distanza fra questi due stati, mettendo spesso in secondo piano l’importanza di instaurare e mantenere un equilibrio fra esterno e interno.La bellezza sia chiaro è soggettiva, il benessere lo è altrettanto. Purtroppo da molto tempo ormai la società propone (talvolta impone) canoni di bellezza oggettivi e standard apparentemente garanti di benessere che, al contrario, hanno aumentato il gap fra l’ immagine di noi e un modello di bellezza“ideale”. Risultato: sensazioni di inadeguatezza e disagio, malessere.

Negli ultimi anni stiamo tuttavia assistendo ad un cambio di rotta!Solo la scorsa primavera  l’Italia ha ratificato una normativa europea sugli standard europei nei servizi di chirurgia estetica finalizzata a mettere fine alla speculazione, avvenuta per anni, sulla ricerca del bello (basta  con le foto del prima e dopo ritoccate col photoshop e con l’uso di modelle perfette di natura per attirare pazienti, stop alle offerte, alla pubblicità di effimera bellezza impossibile).

La nuova tendenza è  quella di porre l’attenzione sui concetti di  prevenzione, di cura della persona, di promozione della salute, di bellezza intesa  come quell’armonia visibile di cui parla Foscolo. Molti professionisti del settore sono orientati all’utilizzo di metodiche sempre meno invasive, propongono risultati “naturali” e divulgano corretti stili di vita. Sono convinta pertanto che su quel barcone domani ci rimarrà chi sarà in grado di valorizzare la persona (cliente o paziente che sia) in modo coerente.

La comunicazione  anche qui assume un ruolo importante e strategico e si sviluppa in due direzioni. Da un lato, la comunicazione con il paziente/cliente che  condizionerà il rapporto di fiducia, la fidelizzazione, l’aspettativa, il risultato. Dall’altro quella rivolta all’esterno, ai target di riferimento, necessaria ad esprimere la professionalità e la coerenza del proprio studio, centro, brand.  

Comunicare bellezza e benessere oggi  significa prima di tutto parlare di  ricerca di un equilibrio, di freschezza, luce e salute, di armonia del corpo, ma anche di emozioni: questo permetterà sicuramente di sfatare falsi miti, modelli e i  luoghi comuni che hanno rischiato di ridurre l’estetica alla “disciplina dell’effimero”.

E concludo con un a riflessione personale…Chi può negare la bellezza, ad esempio, di un tramonto? Sono quasi convinta che ognuno di voi potrà affermare che quello che ha visto è  più bello di tutti gli altri. E questo perché ogni momento di bellezza è frutto di emozioni ed è soggettivo.

“La bellezza delle cose esiste nella mente di chi la osserva” David Hume.

By | 2018-02-12T20:35:04+00:00 maggio 1st, 2017|comunicazione|